La
storia di Alice nel paese delle meraviglie non mi ha mai catturata tanto da
guardare cartoni e film. Ho letto il romanzo di Carroll da piccola e non lo
ricordo neppure molto bene. Forse è proprio per questo motivo che sono stata un
po’ restia a leggere Alice in Zombieland, il primo romanzo dell’avventurosa e
romantica serie The White Rabbit Chronicles di Gena Showalter. Restia, ma comunque curiosa dell'esperimento messo in atto dall'autrice. Unire gli zombie a una fiaba da tutti molto conosciuta e amata? Non sono riuscita a resistere. Grazie al cielo, aggiungerei, perché ho adorato questo romanzo dalla prima all'ultima pagina!
Autore:
Gena Showalter
Titolo: Alice in Zombieland
Titolo originale: Alice in Zombieland
Serie: The White Rabbit Chronicles #1
Casa editrice: Harlequin Mondadori
Pagine: 435
Prezzo:
-cartaceo: € 7,50
-digitale: € 6,99
Non avrò pace finché non avrò rispedito nella tomba
tutti i morti che camminano. Per sempre. Se qualcuno mi avesse detto che la mia
vita sarebbe cambiata in un momento, sarei scoppiata a ridere. E invece è
proprio quello che è accaduto. Un attimo, un secondo, il tempo di un respiro, e
tutto ciò che amavo è sparito. Mi chiamo Alice Bell, e la notte del mio
sedicesimo compleanno ho perso la madre che adoravo, la mia sorellina e il
padre che non ho mai capito finché non è stato troppo tardi. Quella notte ho
scoperto che lui aveva ragione: i mostri esistono veramente. Gli zombie mi
hanno portato via tutto. E adesso non mi resta che la vendetta... Per realizzare
i suoi propositi, Alice dovrà imparare a combattere contro i non-morti e
fidarsi del peggiore dei cattivi ragazzi della scuola, Cole Holland. Ma lui
nasconde dei segreti. E quei segreti potrebbero rivelarsi persino più
pericolosi degli zombie.
La mia opinione
La storia è narrata in prima persona da Alice Bell,
una sedicenne un po’ chiusa in se stessa a causa delle stramberie del padre che
è ossessionato dai mostri fin da quando era piccolo. Il padre di Alice non
permette alla sua famiglia di stare fuori casa dopo il tramonto e questa
situazione è poco tollerata dalla ragazza e dalla sorellina Emma di otto anni.
Il giorno del suo sedicesimo compleanno, Alice convince i genitori a recarsi al
saggio di danza di Emma e, sulla via del ritorno a casa, accade l’irreparabile.
Un incidente stradale uccide la sua famiglia, ma alice vede qualcosa cui non
riesce a credere. Dei mostri hanno divorato i suoi genitori davanti ai suoi
occhi.
Credendo di aver avuto delle allucinazioni causate dallo shock, Alice si
convince che quei mostri non sono altro che animali feroci. La ragazza, uscita
dall’ospedale, va a vivere dai nonni materni.. non del tutto pronta a una nuova
vita, un nuovo inizio e nuovi amici.
Una di questi ultimi è la frizzante e incantevole Kat, con la quale Alice instaura da subito un forte
legame. Kat considera Alice la sua più cara amica e la mette in guardia da un
gruppo di ragazzi poco raccomandabili. Questo gruppo del quale fa parte anche
Frosty –l’ex ragazzo di Kat- è capeggiato da Cole Holland che attira da subito
l’attenzione di Alice. Moro, bello e pericoloso: un mix al quale la ragazza,
seppur provandoci, non riesce a resistere. E l’interesse è ovviamente
reciproco.
Ben presto Alice scopre che è vero che Cole e il suo gruppo sono pericolosi, ma
non cattivi. Quei ragazzi cacciano e uccidono gli zombie, gli stessi mostri che
hanno ucciso i genitori della ragazza e che solo oche persone sono in grado di
vedere e combattere. E Alice di certo non si lascerà sfuggire l’occasione di
vendicare i suoi cari..
Ammetto di essere partita un po' prevenuta con questo romanzo. Nutro una profonda avversione per tutto ciò che riguarda
l’horror non perché non mi piaccia, ma perché ne sono terrorizzata. E gli zombie rientrano nella categoria di
creature che popolano i miei incubi e non mi fanno dormire. Quindi, fino a poco
tempo fa, ero sicura che non facessero per me. Però ero curiosa di leggere
l’accostamento tra la fiaba di Carroll e l’universo degli zombie e in questo
romanzo non ho notato molti collegamenti, in effetti. Questo, onestamente, mi
ha fatto tirare un sospiro di sollievo. A parte il nome della protagonista e il
coniglio bianco che compare a volte, non c’è molto altro che mi abbia ricordato
la fiaba.