lunedì 29 ottobre 2018

Doppia Review: "La melodia delle piccole cose" di Carlotta Pugi


Amici di Dreaming Land, pronti per Halloween?
Per restare in tema, oggi voglio parlarvi di un libro… che non c’entra niente, infatti è un romance. È un romanzo made in Italy, si intitola La melodia delle piccole cose, pubblicato da Leggereditore e scritto da Carlotta Pugi, un’autrice che ho conosciuto proprio con questo libro.
Ho appena finito di leggerlo, quindi il mio sarà un parere scritto a caldo. Una recensione delirante, nella quale non credo riuscirò a esprimere tutto quello che ho provato e provo ancora.
Ho ancora nella mente la canzone speciale di Moonie (la protagonista con tanti nomi), così ricca di emozione, speranza e amore. Nella mia testa c’è ancora anche la melodia dettata dal cuore e dalle mani di Justice (il protagonista con tanti nomi). Una melodia che incontra la voce della donna che ama, per diventare un tutt'uno.

Autore: Carlotta Pugi
Titolo: La melodia delle piccole cose
Editore: Leggereditore
Pagine: 352
Prezzo: 17,00€/4,99€
Dove trovarlo: Amazon
Voto:

Cecilia Rachel Romano, per i fan di tutto il mondo Moonlight, è una popstar dalla voce potente, il ritmo nel sangue e un carattere esplosivo. Il suo tour mondiale è alle porte e dato il successo cui è destinata, la casa discografica le impone di collaborare con Ludovico J. Alberti, un genio della musica che sembra irritato tanto dalla sua ecletticità quanto dai suoi pezzi pop. Nonostante l'esuberanza dell'una e l'apparente invulnerabilità dell'altro, i due si trovano a convivere sotto lo stesso tetto, costretti in una collaborazione che ne metterà a dura prova i nervi. nella meravigliosa cornice di Cortina d'Ampezzo, le loro personalità entrano in collisione, emergendo per quelle che sono: un vulcano con le ali da farfalla lei, un astro che sembra inamovibile lui.


Questo libro mi è stato consigliato da Melinda, new entry in Dreaming Land e mia compagna di avventura in questa doppia recensione. Lo avevo comprato non appena era uscito, ma lo avevo messo da parte in attesa di non so neppure cosa. Ora, col senno di poi, mi dico che avrei dovuto leggerlo prima. Non avrei dovuto metterlo da parte per questo o quell'impegno, per la mancanza di tempo e di concentrazione. Sono felice di aver letto questo romanzo, perché tra le sue pagine ho ritrovato un sentimento che temo stia scemando. Parlo dell’amore puro che non si articola solo tra due persone innamorate, ma anche per quelle piccole cose che nel romanzo di Carlotta sono invece di un’importanza estrema. L’amore che Moonie e Justice nutrono per la musica, per le melodie, per tutto quello che li rende le persone che sono.
La musica fa parte di noi sin dal primo vagito. Cresciamo ascoltando melodie e suoni, voci e battiti, e quasi diamo per scontato tutto questo. Diamo per scontata persino la nostra stessa voce. Potrebbe averlo fatto anche Moonie, dare per scontato lo strumento del suo successo, quello stesso strumento che le permette di vivere il sogno di tutta la vita.
C’è un tempo in cui devi dare il massimo, anche se dentro ti senti pessimo. Ci sono luoghi in cui c’è solo guerra, una voce nasce, poi cade, è persa…
La storia di Moonie e Justice nasce piano piano, è un crescendo di emozioni e di ricordi, di lotte e di traguardi da raggiungere, di già raggiunti e di traguardi persi e da ritrovare. Tutto scorre in modo naturale, sembra quasi che durante la lettura si venga rapiti dalla melodia che solo i personaggi sono in grado di creare. E quella stessa naturalezza la si incontra anche nel modo in cui i personaggi soffrono e ci fanno soffrire. Perché, se ancora non avete letto il libro, non lo sapete e allora io voglio mettervi al corrente: in questo libro si soffre in un modo assurdo, che proprio vorresti andare dall’autrice e prenderla a capocciate. Cara Carlotta Pugi, dovrei abbassarti il voto a una sola stella per tutte le lacrime che mi hai fatto versare. Sei una cattiva persona!
Ti amo è la melodia delle piccole cose di cui è fatto l’amore.
Il peggio, però, è che non sai se odiare o amare l’autrice. Perché piangi come una fontana, però ti rendi conto che questo libro riesce a migliorare una pagina dopo l’altra. E ti lasci trasportare in quel vortice di discorsi che fatichi a capire, discorsi dal linguaggio tanto forbito che mi hanno costretta a stare sul sito della Treccani per la maggior parte della lettura. Una delle cose che ho apprezzato di più di questo romanzo, infatti, è il modo nel quale Moonie si esprime. Le piace il linguaggio forbito e arcaico, ritiene che il modo corretto di parlare stia via via scomparendo. E allora lei cosa fa? Ogni giorno apre il vocabolario e sceglie una parola da imparare. È una cosa talmente strana, che per forza di cose finisce col risultare adorabile.

A proposito di Moonie, ho adorato la somiglianza tra questo personaggio e la donna che negli ultimi anni forse più di tutte è riuscita a far crollare i tabù e a rendere la diversità motivo di orgoglio. La trovo somigliante a Lady GaGa non solo nell’aspetto, ma anche in molte altre cose. È italiana, è stravagante, è una macchina da soldi e ha una grande potenza vocale. E vogliamo parlare del suo esordio? Mentre leggevo, le mie mani tremavano. Ho adorato ogni singolo richiamo a Lady GaGa, un’artista che amo da diversi anni. E poi c’è una cosa che ho cercato per quasi tutto il libro e che mi ha fatto sorridere quando, finalmente, è comparsa: la Haus of GaGa. Ovviamente nel libro non si chiama in questo modo, ma quant’è stato bello vedere tutto lo staff di Moonie riunito in un unico luogo! Leggere di loro che lavorano tutti insieme, il loro essere un vero team… incredibile, davvero.  

A essere riusciti a entrare nel mio gelido cuore ci sono due personaggi che ho amato molto: Regina e Fergus, due persone diametralmente opposte che sono riuscite a ritagliarsi un posto speciale all’interno di questo romanzo. Lei, che è sempre così energica e rumorosa (sul serio, ma quanto parla?) e lui, che è così  buono e taciturno. Hanno sofferto, ma non hanno mai mollato. Si sono rialzati dopo ogni caduta, hanno combattuto e vinto quella che forse è la battaglia più grande della vita. Sono riusciti a vincere i pregiudizi, trovando delle persone che li amano così come sono.

Come ultimo punto, vorrei parlarvi delle scene erotiche. Se siete soliti leggere le mie recensioni, sicuramente saprete che non nutro un grande amore per le scene erotiche. Quelle presenti in questo libro, però, mi sono piaciute. Le ho trovate giuste all’interno di un contesto che ruota intorno alla melodia della musica e del cuore. Sono delicate ma non troppo e non sono descrittive in modo esagerato, non entrano troppo nel dettaglio e si intrecciano molto bene con le emozioni e le sensazioni provate dai personaggi. E credo proprio non riuscirò mai più a guardare un vasetto di miele senza scoppiare a ridere, giuro. Questa parte della recensione è stata scritta subito dopo aver guardato una diretta nella quale si scherzava proprio sulla scena del miele e non riesco a parlarne in modo serio, perché sto ridendo. Giuro, rido mentre scrivo e mi sento una totale idiota.

Consiglio questo libro?
Direi proprio di sì, ho adorato ogni singola pagina… tranne forse gli eterni preliminari proterviani di Justice. Quel ragazzo ha una resistenza allucinante!
Vi consiglio di leggerlo e di immergervi nel mondo di Moonie e Justice, nella loro vita strampalata fatta di note e di versi, di amore, passione, famiglia e di solida amicizia.

Comincio subito con una confessione: questo è il primo libro di Carlotta Pugi che leggo. Pur avendone comprati altri due, non mi sono mai decisa a leggerli fino a quando questo libro non mi ha chiamata. Non so spiegarmi perché, ma è subito passato in cima alla lista. 
Dopo le prime pagine un po’ confuse, a causa dei vari nomi e nomignoli dei protagonisti, la storia scorre fluida e senza intoppi, mi ha coinvolta ed emozionata e, soprattutto, mi ha fatto riflettere.  La trama in sé è abbastanza semplice, un canovaccio spesso riproposto nel romance, ma sono i personaggi a fare la differenza, a conquistare il lettore.  
Ho molto apprezzato la decisione dell’autrice di affrontare un tema delicato come la depressione in un contesto difficile come la vita di una star. In fondo non è facile raccontare la tragedia di una persona che, almeno all’apparenza, dovrebbe avere tutto, ma che soffre comunque nonostante il talento, il successo e la ricchezza. Altrettanto non è semplice creare quell’empatia necessaria affinché il lettore arrivi a identificarsi. Sarebbe stato molto più semplice soffermarsi sul fascino del sogno; del resto a un romance si richiede soprattutto evasione. La Pugi però, oltre ad aver avuto il coraggio di osare con un tema delicato, ha saputo creare dei protagonisti tridimensionali, ricchi di mille sfaccettature, luci e ombre che svelano e nascondono un’infinita gamma di emozioni umane. 

Non amo raccontare troppo della trama, quindi non lo farò neanche stavolta, mi limiterò a darvi un accenno e sperare che le mie parole vi invoglino a leggere questo libro. Partiamo dalla protagonista. Moonlight è una cantante, un’artista eccentrica e versatile, il suo look camaleontico rispecchia in pieno il suo talento di seguire i desideri del pubblico e reinventarsi continuamente. La sua figura minuta e la sua aria da ragazzina un po’ volubile, nascondono in realtà una donna e una professionista infaticabile.
“So che ho avuto la mia occasione, l’ho colta e sono entrata di gran carriera nel mondo dei colossi della musica. Avevo vent’anni e argento vivo nelle vene. Non ho mai lavorato meno di dodici ore al giorno. Il mio sogno si è realizzato. Ho potuto vivere della mia passione. Parole. Musica, melodia, album, singoli, video. Nessuno teneva il passo….”
A turbare questa equazione perfetta c’è il suo animo sensibile, in grado di ispirarle canzoni stupende che arrivano in cima alle classifiche, ma, allo stesso tempo, di renderla prigioniera delle sue insicurezze.  La voce è per Moonie l’unica certezza, la caratteristica che la identifica come persona, che la guida anche nei momenti difficili. Quando questa certezza viene a mancare, dopo un brutto incidente alle corde vocali, si rifugia in una baita tra le Dolomiti per allontanarsi da tutti e riconsiderare che direzione deve prendere la sua vita.  
Ad accompagnarla in questo viaggio, la fedele assistente Regina, un personaggio che amerete alla follia; quel tocco di umorismo, eccentricità e brio di cui il romanzo aveva bisogno per trovare il giusto equilibrio.  Anche se in realtà, Regina non è solo questo, è una persona che dopo aver sofferto tanto è riuscita a rinascere, un’amica leale e sincera, fino a sembrare spietata, il pungolo costante a non perdere il senso della realtà.  
A complicare le cose arriva a Cortina il maestro Alberti, Justice per gli amici, seguito dal suo amico fraterno Fergus, un gigante albino che farà battere il cuore della nostra Regina. Justice è il protagonista maschile perfetto, tanto sbagliato, contraddittorio e complicato da essere semplicemente perfetto. Justice è un genio, orecchio assoluto e relativo, vittima di un’infanzia che gli ha fatto vivere il suo talento come una maledizione, è come tutte le persone fuori del comune, uomo molto solo, che soffoca le voci che tormentano i suoi sogni con la musica. Introverso e profondamente cinico, si approccia agli altri sempre con grande diffidenza e fastidio, non fa eccezione neanche Moonie. Quella che nasce come una convivenza forzata, poco alla volta si trasforma in un sentimento che entrambi hanno paura di affrontare, forse perché sono più simili di quanto possano immaginare e sanno scrutarsi nell’animo a vicenda.  Io so solo che ho amato alla follia Justice, un uomo capace di fare un passo indietro e mettere la donna che ama al primo posto, ovviamente non mi è dispiaciuto che fosse anche un gran figo.
“Non ha mai avuto motivi per essere diverso da come sono, Lily. Sono come sono, anche se non vado bene…. È la prima volta che mi preoccupo di essere abbastanza, solo per te”
Non lasciatevi sfuggire questo romanzo. Per me, è senza dubbio uno dei più belli tra quelli che ho letto quest'anno. 

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